Pier Paolo Pasolini e la tribù di Napoli: la dedica del Convivio Mediterraneo

La 15esima edizione della rassegna culturale ed enogastronomica della Fondazione ITS BACT ha avuto come protagonista l’iconico autore  del Novecento nel centenario della sua nascita

L’evento ha ripercorso il legame di Pasolini con Napoli e la tribù dei napoletani, e la sua battaglia in difesa dell’alterità e delle minoranze

NAPOLI – Ieri, 14 Dicembre, si è tenuto l'appuntamento ormai annuale con la rassegna culturale e gastronomica della Fondazione ITS BACT, il Convivio Mediterraneo®. La 15esima edizione, che si è tenuta nella Casa del Mutilato nel cuore di Napoli, è stata dedicata a Pier Paolo Pasolini, nel centenario della sua nascita. Uno dei maggiori intellettuali del nostro Novecento e geniale osservatore dei cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra fino alla metà degli anni 70’, Pasolini ha saputo accendere dibattiti per la radicalità con cui criticava la nascente società dei consumi. Il Convivio, che è un evento di promozione non solo della Dieta Mediterranea ma anche di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio, quest’anno ha voluto omaggiare Pasolini con un’edizione, co-finanziata dalla Regione Campania, dedicata alla riflessione di Pasolini e del suo legame con Napoli, definita dall’autore “l’ultimo villaggio dell’Occidente” e dalle sue riflessioni sul popolo napoletano, la “tribù che resiste all’omologazione”, per promuovere le opere di Pasolini, soprattutto tra i giovani, e stimolare un dibattito attorno a una delle battaglie più significative dell’autore, quella dell’alterità.

Tre appuntamenti di dialogo e confronto su Pasolini, Napoli e l’alterità

Ospiti autorevoli e gli studenti ITS BACT si sono riuniti al tavolo dei tre convegni previsti nella giornata di ieri, 14 Dicembre, per alimentare un dibattito socio-culturale e antropologico e osservare il ritratto di Napoli e dei napoletani, preziosa eredità che ci ha lasciato Pasolini, e riflettere in cosa ci ritroviamo e in cosa invece non riconosciamo più, alla luce dei cambiamenti di una modernità che non è più ai primi passi, come nella società che conosceva Pasolini, per riflettere su quelle virtù umane del popolo napoletano che per Pasolini erano rimaste intatte dalla violenza distruttiva del consumismo.

Al centro del dibattito, l’alterità come forma salutare e rivoluzionaria, alternativa all’omologazione capitalista, ma soprattutto come difesa del diverso, delle differenze, delle minoranze, una sfida che non deve sfociare nella falsa tolleranza, ma che deve essere la conquista della difesa delle diversità: che siano genetiche, biologiche, culturali, filosofiche, morali o religiose, sono le diversità  ciò che garantisce la sopravvivenza e la dignità della vita.

Tutti gli appuntamenti culturali, moderati da autorevoli esperti della Fondazione, sono andati in onda anche in diretta streaming sulla pagina Facebook Fondazione ITS BACT, dove sono ancora disponibili. La mattina si è tenuta la rassegna letteraria “Napoli, l’ultimo villaggio dell’Occidente. La Campania secondo gli occhi e il cuore di Pier Pasolini” condotta dal carismatico saggista e critico cinematografico Alberto Castellano,  Gli attori Valeria Vaiano, Roberto Caccioppoli e Germana Di Marino hanno coinvolto il pubblico con letture e interpretazioni toccanti di  poesie ed estratti di saggi e articoli di Pasolini o a lui dedicati. 

Nel primo pomeriggio spazio al ParvaKino Fest, il format ITS BACT dedicato al cinema: la sua seconda edizione ha visto un dialogo culturale (“Da immaginato a immagine”) tra gli studenti del corso di produzione e post-produzione audiovisiva e cinematografica, e Alberto Castellano, che è anche docente del corso, sul cinema di Pasolini e la relazione tra la letteratura e l’adattamento cinematografico. Come relatori sono intervenuti anche Wanda De Palma, esperta cinema, musica e spettacolo, e il sociologo Antonio Staiano, entrambi diplomati ITS BACT.

Spazio poi alle riflessioni antropologiche sull’alterità e sulle varie anime della tribù napoletana con il dibattito dedicato a Napoli e al Sud come terzo spazio che pensa un’altra forma di vita, attraversando il paradigma antropologico e filosofico dell’alterità e della diversità, fino alle politiche di inclusione sociale e le lotte egemoni dei modelli culturali univoci che contrastano ogni alterità e discriminano ciò che viene considerato diverso. Importanti keypeople del territorio hanno dato vita a un brillante dibattito antropologico sulle problematiche dei diritti civili, della precarietà, della povertà e dell’esclusione, attraverso un confronto sui temi della coesione sociale e dell'integrazione economica, dell’identità di genere, della parità di genere e delle pari opportunità. Gli ospiti hanno condiviso le loro esperienze, positive e negative, riflettendo sugli spunti che ci ha lasciato Pasolini per patrimonializzare la sua lotta in difesa delle minoranze.

Insieme alla Fondazione ITS BACT sono intervenuti Apostolos Paipais (già Presidente Municipalità Scampia-Piscinola-Marianella-Chiaiano), Antonello Sannino (Presidente Arcigay Antinoo Napoli), Maria Teresa Terreri (Presidente Cidis - Centro Informazione Documentazione e Iniziativa per lo Sviluppo), Bambara Larba Stanislas (Presidente Associazione Cittadini del Mondo), Kristina Trydnivka (Mediatore Linguistico Culturale & Community Interpreter), Claudio Aprea (Fondazione Giambattista Vico), Vincenzo Pepe (Università Luigi Vanvitelli di Caserta).

Inclusione sociale e minoranze: le lotte di Pasolini ai giorni d’oggi

Interessanti riflessioni ma anche momenti di incontro per confrontarsi e provare a mettere insieme idee, forze e risorse, in merito: alle difficoltà dei territori, e dei loro giovani, borderline della periferia di Napoli; ai pregiudizi, alle difficoltà e alle  discriminazioni nel campo del sociale per l’orientamento sessuale e l’identità di genere; alle politiche di parità di genere per la difesa della donna rispetto alla diffusa discriminazione maschile in ambito professionale, sociale e politico-culturale; alla lotta per la conquista dei pari diritti e delle opportunità per la popolazione migrante e con background migratorio, ai rifugiati e richiedenti asilo; alla sensibilizzare dell’opinione pubblica sulla promozione di una società inclusiva per raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne, riducendo le disuguaglianze all’interno dei e fra i Paesi; alla ricchezza bioculturale della diversità della Dieta Mediterranea per la difesa di un modello alimentare mediterraneo sostenibile, data la sua fragilità e il suo sgretolamento continuo nelle società mediterranee della modernità orientate al consumismo eccessivo piuttosto che alla qualità dei prodotti e a uno stile di vita sano.

Più che un dibattito un coro che ha raccontato come la diversità culturale sia la vera ricchezza del nostro mondo, e di come diventa sempre più importante la conoscenza e l’incontro tra persone, popoli e culture diverse, favorendo l’inclusione delle alterità nel tessuto sociale, italiano e locale, dove soprattutto in questo difficile periodo storico di condanna della diversità in ogni sua forma, da parte di un sentimento di autoconservazione di un elemento intrinsecamente fragile di tutto ciò che viene definito identità o autenticità, a discapito della scoperta dell’altro, dello sguardo dell’altro, favorendo la negazione e la paura dell’altro. Pasolini ci ha lasciato un’eredità alla quale abbiamo il dovere morale, e generazionale, di non rinunciare.

In un mondo dove si parla sempre più di identità da difendere, fino a sfociare nel concetto malato di supremazia, diventa necessaria una riflessione in un periodo storico come quello che stiamo vivendo oggi, dove modelli culturali univoci, come ad esempio quello russo, non lasciano spazio alle alterità culturali. Una storia che, purtroppo, continua a ripetersi. La Fondazione ITS BACT quest’anno si è proposta, attraverso il Convivio Mediterraneo, di diffondere la cultura, il pensiero filosofico, storico e artistico di Pier Paolo Pasolini in merito all’alterità della società partenopea, nella tribù napoletana autarchica e rivoluzionaria, e in quel Sud che Pasolini considerava un terzo spazio in cui si rigenera la capacità di sottrarsi al dominio della norma e la possibilità di pensare un’altra forma di vita, un’umanità nuova. Pasolini vedeva Napoli, e il Sud, come l’estrema riserva di umanità in un Occidente cinico e vuoto, attraverso una antica cultura di semplicità e di accoglienza che solo una città come Napoli poteva conservare, attraverso la propria capacità di sottrarsi e di resistere all’attrazione dei nuovi poteri e delle armi di seduzione del capitalismo e della modernità.